30 agosto, 2012
27 agosto, 2012
Libro e attività
Fiabe senza tempo ,meravigliose,come "Il principe Felice",Il gigante egoista" di Oscar Wilde,lasciano traccia ,sempre ,in chi le legge e in chi le ascolta. Perchè la fiaba è più aderente al vero di quanto pensiamo,nella fiaba c'è tutto,il bello,il brutto,come nella vita. E anche questi sono fatti,quindi esperienze che creano tasselli nella mente,e un tassello richiama un altro e un altro ancora.....
E' automatico pensare alla lettura e anche ad attività didattiche ad essa legate,come le "carte" delle principali fiabe ,Ed.Fatatrac,davvero stimolanti per i nostri bambini...
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21 agosto, 2012
Ironia - Humor
Consigliatissimo.....è fantastico per i bambini e bambini più grandicelli....
ridere,ridere,ridere,è una delle risorse più potenti,unite alla volontà di fare quello che si sta facendo.
Sono certa che sarà un successo,un ponte per uno stimolo alla comunicazione,o alla lettura,sicuramente opportunità grande è!
Un assaggio:
"Dottore,Dottore! Mia figlia ha bevuto un litro di benzina!Che cosa può fare?"
"Se va piano,anche una ventina di chilometri!".
"Pierino!Hai un dito nel naso!"
"Lo so ,maestra:è il mio!"
Barzellette per ragazze e ragazzi,Edizioni del Baldo
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Scommettiamo che...
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04 agosto, 2012
Nuove Schede Immagini
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25 luglio, 2012
Simboli
Oggi in colonna ,nel traffico,un'auto così davanti e pensavo a quanto affascina da sempre i bambini
l'auto della "polizia". Pensavo che c'è un perchè,il perchè del "simbolo",dell'identificarsi.
Chi di noi non ha mai sentito un richiamo per questo,come per le "divise",è la necessità di identificarsi per appartenere. Perchè se appartengo dunque sono.
Antonella.
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21 luglio, 2012
Soggettività
La vita è un palcoscenico.
Possiamo solo interpretare gli eventi,e con il nostro comportarmento scegliere di essere attori o comparse.
Il gioco ,deve essere come un palcoscenico ,dove gli attori si calano nelle loro parti e riescono ad attingere dal sè solo calandosi,sempre più in profondità.E' questo il lavoro del gioco,la nostra abilità deve essere quella di "condottieri del cuore" pronti ad accompagnare il bambino nel viaggio della fantasia,per identificarlo attraverso il nostro sguardo e l'accompagnamento della nostra voce,del nostro corpo, nel Soggetto,perchè non puoi calarti in nessuna parte se prima non sei Soggetto; e poi passare alla fase successiva che è identificazione dell'Altro,cioè noi. Da qui nasce l'esigenza del linguaggio,che è un'esigenza sociale,altrimenti senza questa identificazione del Soggetto il bambino spesso parla ,ma per il puro piacere del godimento personale,quindi con ecolalie,spezzati di pubblicità.....non ha nessuna esigenza di un contesto sociale,perchè appunto non ci può essere l'Altro se prima non c'è il Sè Soggetto. Il Soggetto,la nostra Mente,ha bisogno di identificarsi in Simbologie,ecco il segreto delle Immagini,che sono fatti,e evocano nella Mente un ricordo,creano una esperienza e permettono di stabilire quel contatto essenziale con il mondo esterno,di venir fuori,di trovare la chiave........
Questo fa parte della natura primordiale dell'uomo,pensiamo agli Egizi,alla loro scrittura fatta di simboli ,ai primitivi,con i loro graffiti nella caverne,alla nascita della comunicazione,perchè non ci può essere linguaggio senza comunicazione.
E allora qualcosa inizierà a divenire,quel qualcosa che prima non c'era,ma che ora prende forma e cresce,inarrestabile,perchè ricordiamoci che il Cervello dove risiede la Mente è l'unico oggetto che più cose contiene e più può contenerne.................................
Antonella.
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09 luglio, 2012
Libro Immagini
Sono passati 4 anni da quando ho fatto questo libro di immagini,e correggere l'età di mio figlio da 4 a 8 anni è stata un'emozione fortissima,è stato come riavvolgere il tempo,all'indietro,in un attimo,e spero che questa emozione possa arrivare anche a voi.
Le immagini sono uno strumento potentissimo,perchè LA MENTE FUNZIONA PER IMMAGINI.
Buon lavoro,
Antonella.
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01 luglio, 2012
I bambini odiano essere interrogati - esperienza
Il linguaggio del bambino autistico in genere rimane qualcosa di chiuso,"si intende da solo",l'Altro a livello simbolico rimane escluso dal suo mondo.
La sua parola non gli serve a dire,ma a godere.
Non c'è distinzione tra il soggetto e l'Altro,non c'è dialettica,ma ripetizione,c'è ecolalia.
Occuparsi di un bambino significa normalmente pensare a quello che secondo noi potrebbe essergli utile,a quello che desideriamo per lui. Ma in questo modo,inevitabilmente,situiamo il bambino in una posizione d'oggetto,sappiamo per lui,ci sostituiamo a lui.
Per questo nel caso del bambino autistico,più ce ne occupiamo,cioè più cerchiamo di spingerci in una qualunque direzione,più egli manifesta la tendenza a chiudersi.
C'è questo esempio,secondo me,illuminante:
Peter,un bambino autistico di 5 anni che non parlava,testimonianza dell'autore.
Invitato a partecipare al gruppo di bambini ,si nascondeva sotto il tavolo.E quando la psicologa si felicitava con gli altri bambini perchè anche Peter ,per la prima volta,partecipava,egli rispondeva seccamente:"no".
Tutti pensavano che fosse finalmente uscito dal suo mutismo,ma invece per un altro anno non disse più niente,nonostante tutte le terapie tentate con lui.
Una mattina un'infermiera coreana molto gentile ,che faceva la notte nel reparto,li informò che Peter con lei parlava per chiederle dell'acqua o dei biscotti.Tutti furono molto sorpresi e anche un pò offesi del successo terapeutico e ,alla domanda cosa mai dicesse ai bambini,appresero che lei non parlava più di tanto con loro:li accompagnava a letto,augurava la buona notte,e parlando a voce bassa,suggeriva loro che era il momento di dormire. Peter aveva cominciato così a fare le sue richieste.
Il caso emblematico dimostra come l'infermiera,che non voleva niente di particolare ma era molto dolce con i bambini,avesse ottenuto che Peter parlasse.
Ha ottenuto quello che tuttti desideravamo:non esercitava alcuna pressione su di lui,si dimostrava distrattamente attenta,non domandava niente e rispondeva solo a quello che Peter chiedeva!
La cura del bambino autistico,Martin Egge,Casa Editrice Astrolabio
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30 giugno, 2012
Addestramento
Dove sono andate a finire tutte le ricerche psicoanalitiche e psicodinamiche tese ad isolare un certo gruppo di bambini che possono trarre notevoli miglioramenti da un certo trattamento o ,nel caso di bambini più piccoli o più gravi, da un lavoro preliminare che li sostenga e li conduca verso una maggiore apertura al mondo?
Il lavoro sottile,gli sforzi per comprendere e sostenere questi bambini in difficoltà,apparentemente chiusi in se stessi,sembra fuori moda. La risposta moderna è pratica: si chiama addestramento.
Alcuni bambini si piegano di fronte a colui che si impone ,fanno meccanicamente cioè che l'altro esige finchè è presente. Ma non lo introiettano,non fanno proprio ciò che gli viene chiesto.
Altri invece, " i più duri",non si piegano. Fanno di tutto per farci capire con le loro reazioni aggressive o autoaggressive,spesso senza alcuna preoccupazione per l'incolumità fisica propria e altrui,che piuttosto di piegarsi vanno fino allo stremo.La cura del bambino autistico,Egge,Casa Editrice Astrolabio
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29 giugno, 2012
Soggettivazione
Negli ultimi anni lo sviluppo di una clinica non più radicata nella ricerca scientifica come scienza esatta,bensì basata sul consenso,ha fatto rientrae gli autistici nel campo dell'handicap e non più in quello delle malattie mentali.
I bambini avrebbero perciò bisogno di un'educazione specifica di tipo comportamentale,che in molti casi si traduce in un addestramento con l'obiettivo di farli evolvere,vale a dire sono diventati oggetti da trattare.
Non sono considerati bambini sofferenti a livello psichico,soggetti cioè a quali rivolgere un aiuto che vada nel senso di una soggettivazione.
Il bambino psicotico o autistico è assimilato al disabile o al portatore di un deficit intellettivo e nella terapia viene sottolineata la mancanza o il difetto da eliminare,il tutto a scapito della soggettività del bambino stesso.
La cura del bambino autistico,Martin Egge, Casa Editrice Astrolabio
E' inevitabile per me il richiamo di Doman,Montessori;di un altro mondo:il mondo delle opportunità,che è ricchezza,che è il contrario di mancanza.
Perchè condivido in pieno che per fare di più c'è bisogno di dare di più!
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23 giugno, 2012
Il tempo con i nostri figli
Per quanto riguarda il nostro attuale dilemma,appare chiaro che l'ambiente in cui cresciamo i nostri figli è cambiato radicalmente,ma non siamo ancora giunti a una conclusione riguardo ai cambiamenti che dobbiamo effettuare di conseguenza. Cento anni fa erano relativamente poche le madri americane che lavoravano fuori casa,perchè nella stragrande maggioranza gli americani erano agricoltori,uomini,donne e bambini,lavorano e vivono,imparano e insegnano nello stesso posto.
Gli economisti spesso ci dicono che il reddito familiare è in diminuzione.
Ma questo trascura il fatto colossale che entrambi i genitori lavorano ,e spesso più duramente e più a lungo,per raggiungere lo stesso reddito che trent'anni fa veniva prodotto da un solo genitore.
I bambini in particolare,hanno subito una dolorosa diminuzione proprio dei beni che sono più importanti per loro:il tempo,l'energia e la compagnia degli adulti.
Qualcuno deve pur compiere il lavoro di accudimento che uomini e donne e la famiglia estesa facevano trent'anni fa.
La morale scientifica è che non ci servono gli esperti per sapere cosa fare con i nostri figli,ma che abbiamo bisogno del tempo,dello spazio e dell'opportunità per fare quel che faremmo comunque,ed è proprio questo quello che stiamo perdendo.
Tuo figlio è un genio,Bandini & Castoldi
Come non condividere tutto ciò?
Personalmente lasciai il lavoro e rimasi a casa per seguire mio figlio il più possibile,e penso che anche questo abbia fatto la differenza "nei tempi",è assolutamente vero che ciò che conta è la qualità e non la quantità,ma avere l'opportunità della qualità e del tempo,è ancora meglio,credo sia correlato a un risultato.
Quello a cui mi riferisco comunque è un vero e proprio lavoro,che mi ha insegnato a cogliere meglio il mio tempo,le mie giornate,che quando sono propositive,iniziano sempre all'alba con il lavoro più importante,che non è mai finito,ma solo iniziato,qualche anno fa;quello di leggere,studiare,conoscere più cose possibili per dare senso alle proprie domande,trovare stimoli,motivazioni,condividere esperienze,speranze....e poi concentrarsi sulle attività da fare con tuo figlio durante il giorno,quando si alzerà.
Farsi trovare pronta per lui,per la sua giornata; questo "tempo" di preparazione da sola,quanto tutto tace ed è silenzio,per me è stato fondamentale per poter poi dare a lui tutta me stessa nei momenti insieme.
A questa "ricchezza" non ho più saputo rinunciare, a questo nutrimento per l'anima, ed è sempre un grazie quello che ne deriva.
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Wordsworth, Ode della prima infanzia
Tu, il cui aspetto cela
l'immensità della Tua Anima;
Tu, migliore dei Filosofi, che pure preservi
la tua natura, Tu Veggente fra i ciechi,
che ,muto e silenzioso,contempli l'eterna profondità
per sempre nell'aura della mente eterna.
Mago! Profeta!
Su cui riposano quelle verità
che cerchiamo tutta la vita...
Tu piccolo Bambino , radioso nella potenza
della libertà data al tuo essere dal cielo...
Wordsworth
"Ode:presagi di immortalità da reminescenze della prima infanzia"
Tuo figlio è un genio,Baldini & Castoldi
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12 giugno, 2012
CABLARE IL CERVELLO
Un cervello può fisicamente espandersi,contrarsi e cambiare a seconda dell'esperienza.
Un cervello adulto ha circa 100 miliardi di cellule nervose,o neuroni,più o meno lo stesso numero di Stelle della Via Lattea.
Nel cervello di un neonato sono già presenti quasi tutti i neuroni,il cui numero rimane pressochè invariato dalla nascita fino ai sessantacinque anni.
Ma il cervello di un neonato pesa circa un quarto di quello adulto. Cosa cresce,cosa cambia?
I neuroni crescono e questo spiega in parte la differenza ,ma a cambiare è soprattutto il cablaggio,l'intricata rete di connessione tra cellule.
Sono queste connessioni che permettono a una cellula individuale di dare risposte particolari ad altre cellule;per esempio,di rispondere soltanto quando le cellule della retina le inviano l'immagine di un volto.
Il cablaggio dipende "dall'attività":le cellule cerebrali si connettono mandando segnali elettrici.
Quando un'altra cellula risponde,e con sufficiente frequenza,viene creato un collegamento più permanente.
Mentre matura,una cellula emette ramificazioni multiple che cercano di mettersi in contatto con altre cellule.
Alcune ramificazioni (chiamate assoni) mandano informazioni dall'interno della cellula e altre (chiamate dentriti) inviano informazioni dentro la cellula.
L'obiettivo è quello di connettere un assone di una cellula con un dentrite di un'altra.
Questa connessione è chiamata sinapsi.
Quando un assone raggiunge un dentrite ,stabilisce un tipo particolare di comunicazione: la neurotrasmissione.
Quando due neuroni formano una sinapsi,le sostanze chimiche possono fluire fra essi e la connessione è completa: nasce lo scambio.

Si è scoperto che i cervelli dei bambini sono molto più indaffarati dei nostri.
Intorno ai 2 anni il consumo energetico del cervello raggiunge quello di un adulto.
A 3 anni il cervello di un bambino compie un'attività doppia rispetto a quella di un adulto.
Tale attività continua così esuberante finchè il bambino arriva a 9-10 anni.
A quel punto comincia a declinare,e intorno ai 18 anni raggiunge i livelli di un cervello adulto.
I bambini in età prescolare hanno cervelli letteralmente più attivi,più connessi e molto più flessibili dei nostri.
Tuo figlio è un genio,Baldini & Castoldi
















