21 luglio, 2017

Usare i sensi, Montessori


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05 maggio, 2013

Maria Montessori,da "Leggere a tre anni,i bambini possono,vogliono,devono leggere" G.Doman pag.71

Maria Montessori,da "Leggere a tre anni,i bambini possono,vogliono,devono leggere" G.Doman pag.71
Circa mezzo secolo fa una donna di nome Maria Montessori era la prima donna in Italia
laureata in medicina. La Dott.ssa Montessori cominciò ad interessarsi ad un gruppo molto trascurato
di bambini classificati vagamente come "ritardati".Una tale classificazione era completamente
non-scientifica,giacchè si riscontrarono centinaia di fattori per cui lo sviluppo di un bambino può essere frenato. Nonostante i tempi non fossero maturi per l'approfondimento di questo genere di studi,Maria Montessori dedicò a questo gruppo di bambini incompresi sia la sua esperienza di medico che la sua sensibilità di donna.
Lavorando con tali bambini,ella cominciò a rendersi conto che si potevano istruire e portare ad un livello molto più alto di quello ritenuto possibile fino allora,e che ciò era particolarmente vero se tale istruzione cominciava prima dell'età scolare.
La Dott.ssa Montessori decise,dopo alcuni anni di esperienze,che si dovevano esercitare questi bambini attraverso tutti i loro sensi,e cominciò ad insegnare servendosi di metodi visivi,uditivi e tattili. I risultati furono così soddisfacenti che alcuni bambini "ritardati" incominciarono  a raggiungere il livello di altri bambini normali. Da ciò la Dott.ssa Montessori concluse che i bambini sani non stavano realizzando tutto il loro potenziale e che si doveva dar loro l'opportunità di farlo.....


Dobbiamo riuscire a vedere il quadro completo del problema,e cioè che che se è vero che nei primi c'è una causa,negli altri c'è una mancanza.

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09 aprile, 2013

Coscienza e volontà

Coscienza e volontà
Il bambino non nasce con un pò d'intelligenza,un pò di memoria,un pò di volontà,pronte a crescere e a svilupparsi nel periodo sucessivo. Il gattino può miagolare fin dalla nascita,anche se imperfettamente,l'uccello o il vitello hanno anch'essi una loro piccola voce,quella stessa che sarà,più ingrandita,la voce della loro specie.
L'uomo ha un unico mezzo di espressione alla nascita:il pianto.
Nel caso dell'essere umano non si tratta dunque di sviluppo ,ma di CREAZIONE,la quale parte da zero.
Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualche cosa,ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia.

Nel bambino non esiste nè coscienza nè volontà,poichè coscienza e volontà debbono essere create.

Il periodo creativo,La Mente del Bambino,M.Montessori
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01 maggio, 2012

Dall'INFANZIA all'ADOLESCENZA - Cosa fare 7-12 anni ,Maria Montessori

Dall'INFANZIA all'ADOLESCENZA - Cosa fare 7-12 anni ,Maria Montessori
Il periodo dai 7 ai 12 anni è contrassegnato dal passaggio da un piano sensoriale e concreto al piano dell'astrazione e
dell'intellettualizzazione.
Alla curiosità cognitiva e all'attività manipolativa caratteristiche dell'infanzia ,il fanciullo ora è in grado di aggiungere la capacità
di lavorare partendo dall'osservazione dell'ambiente che lo circonda,la capacità di porsi e porre domande,di cercare risposte; egli non si accontenta
più di recepire i fatti :cerca di conoscerne le cause.
Di qui la necessità di incoraggiare e favorire in lui l'esplorazione della realtà nel contatto con la natura (le uscite) e l'importanza di offrirgli gli elementi
per una rappresentazione d'insieme dell'universo,facendo leva su un insegnamento in grado di attivare l'immaginazione,considerata "la grande potenza di questa età".
E' necessario fornire al bambino la possibilità di scoprire il rapporto tra le parti,piuttosto che la conoscenza dei dettagli.
Apportare nozioni staccate significa apportare confusione; è necessario poter determinare il legame che esiste tra di esse,e quando si sia stabilita la correlazione
tra le nozioni ormai collegate l'una all'altra,anche il rapporto fra i particolari stessi apparirà chiaro.
La mente allora sarà soddidfatta e sorgerà il desiderio di proseguire nella ricerca.
Educazione Cosmica- E' la risposta educativa per eccellenza ai bisogni del secondo piano di sviluppo.
Ad esempio argomenti come l'acqua,la chimica,offrono opportunità esemplari per il bambino,sia per le dimostrazioni didattiche sia per la capacità di aderire con
intelligenza ed acutezza al mondo psicologico del bambino.
Non si può ottenere sviluppo se si lascia il bambino nell'ambiente dei primi anni.
Tra le varie realtà ,bisogna che egli si renda conto di ciò che deve rappresentare il denaro,che è sempre il risultato del lavoro degli uomini;esso deve rimanere
sempre e soltanto un mezzo.
Il mondo dell'educazione è una specie di isola dove gli individui,avulsi dal mondo,si preparano alla vita rimanendone estranei.
Le reazioni ad un ambiente che risponde in maniera inadeguata alle esigenze psicologiche del bambino sono definite deviazioni rispetto a caratteri considerati
normali.
Nei casi più gravi ,l'inadeguatezza dell'ambiente può dar luogo a vere e proprie fughe dalla realtà o a barriere psichiche,anomalie.
Un'educazione che consiste nel correggere il bambino,o nel fargli accettare la soppressione di ciò che costituisce la sua vera esistenza,è un'educazione che
induce il bambino a sviluppare le anomalie.
Al contrario si introduce il concetto di normalizzazione quando l'individuo viene a contatto con un ambiente che risponde a requisiti psicologici e pedagogici
funzionali alle esigenze di apprendimento proprie del particolare periodo evolutivo attraversato,e si manifesta con una modificazione comportamentale così evidente
da far affermare che certe caratteristiche scompaiono,mentre altre,ad esse contrapposte,prendono il loro posto.
Quando il bambino ci mostra sbalzi di carattere diciamo che è "cattivo" e lo puniamo,ma il più delle volte ignoriamo il motivo della sua cattiveria.
In realtà il bambino ci dimostra,con la sua condotta,i suoi bisogni,il suo vero sè;proprio per sottrarsi all'ambiente chiuso non va più volentieri a scuola;prederisce
andare a catturare rane o a giocare in strada.
Questi fatti apparentemente insignificanti rilevano invece nel bambino il bisogno di estendere i limiti del campo d'azione in cui si è mosso finora.
Quando il bambino è messo in condizioni favorevoli rispetto all'ambiente,alla vita sociale,egli manifesta un'attività straordinaria.
La sua intelligenza ci sorprende ,piochè tutte le sue facoltà lavorano insieme,come avviene normalmente nell'uomo.
Non si tratta più di modificare i propri modelli educativi,è proprio un problema vitale quello che si pone.C'è un esempio che secondo me è illuminante:la ragnatela che occupa uno spazio assai più vasto dell'animale stesso.Questa tela rappresenta il suo campo d'azione;il ragno secerne un filo che unisce due rami,poi intesse i raggi.
Se i punti d'appoggio sono vicini,la tela sarà piccola;più sono lontani gli uni dagli altri,più la tela sarà grande.
Similmente a questa tela,la mente del bambino è costruita secondo un piano esatto,e questa costruzione astratta gli permette di cogliere  ciò che passa
nel suo campo,fuori della sua portata iniziale.
A seconda della complessità del mondo culturale in cui il bambino vive,la sua tela sarà più o meno vasta e gli permetterà di raggiungere un maggiore o minore
numero di obiettivi.
Ecco perchè noi dobbiamo rispettare questa costruzione interiore e le sue manifestazioni che ,talvolta,possono sembrarci inutili.
Questa costruzione è necessaria.
E' grazie a questo lavoro che il bambino allarga il suo campo psichico e ,di conseguenza,la sua capacità ricettiva.
La scuola,e la famiglia,si possono considerare secondo due punti di vista: luoghi per impartire l'istruzione,per crescere,o come FASE DI PREPARAZIONE ALLA VITA.
In quest'ultimo caso devono soddisfare TUTTI i bisogni della vita.
La concezione dello sviluppo del bambino si basa quindi su un'interazione COSTRUTTIVA con l'ambiente,tramite la quale il bambino conquista attivamente le proprie
competenze.Il bambino COSTRUISCE non che "si sviluppa":egli costruisce se stesso attraverso l'azione attiva condotta sull'ambiente e nell'ambiente,guidato
dalle sue potenzialità del momento.
Al bambino in questa fase cominciano a interessarlo ,più degli oggetti,le azioni compiute dagli uomini.
E' necessario da parte dell'adulto dire solo la verità e non tutta la verità,dire poco,il necessario e sufficiente ma fare avvertire la sicurezza
dell'adulto al bambino.
E' essenziale per lui,in tutti i periodi della sua vita,disporre di attività proprie,al fine di conservare un equilibrio tra azione e pensiero.
In effetti ,il suo pensiero tenderebbe a perdersi nell'astrazione,così come il bambino piccolo si perdeva nei vaneggiamenti del mondo fantastico.
Al bambino piccoli fornivamo degli oggetti determinati in un ambiente preparato per lui,egli acquisiva la propria indipendenza attraverso i suoi sforzi personali
e la sua attività gli conferiva dignità.
La sua esperienza personale gli forniva le risposte esatte.
IL RUOLO DELL'EDUCAZIONE CONSISTE NELL'INTERESSARE PROFONDAMENTE IL BAMBINO AD UN'ATTIVITA' ESTERNA A CUI EGLI POSSA DEDICARE TUTTE LE SUE CAPACITA'.
SI TRATTA DI AIUTARLO A CONQUISTARE LA LIBERTA' E L'INDIPENDENZA INTERESSANDOLO A UNA REALTA' CHE IN SEGUITO LA SUA ATTIVITA' GLI FARA' SCOPRIRE.
E QUESTO E',PER LUI,IL MEZZO PER AFFRANCARSI DALL'ADULTO.
Qualcosa è cambiato nel suo corpo,prima di tutto i denti e i capelli.Insegnamoli l'igiene dei denti e dei capelli.
Poi i piedi e le gambe:il bambino di sette anni ha gambe robuste,e cerca di fuggire dagli ambienti chiusi;invece di chiudergli le porte,prepariamogli
dei buoni piedi.
Egli capisce che ,se "uscire"comporta una attivtà,è necessaria anzitutto l'acquisizione di conoscenze e di oggetti.
Bisogna portare con sè meno bagaglio possibile e ,di conseguenza "scegliere".
Non bisogna limitarsi a considerare l'uscita come un semplice servizio igienico,ma come esperienza,come mezzo per far vivere al bambino le sue conquiste.
PERCHE' EGLI PROGREDISCA RAPIDAMENTE,BISOGNA CHE LA VITA PRATICA E LA VITA SOCIALE SIANO STRETTAMENTE MESCOLATE ALLA CULTURA.
SI DICE IN GENERE CHE IL BAMBINO HA GIA'' TROPPO DA FARE PERCHE' SI POSSANO INTRODURRE NEL SUO ORARIO DELLE ATTIVITA' DI ORDINE PRATICO.
E' UN ERRORE.
E' MOLTO PIU' FATICOSO USARE SOLO LA META' DELLE FACOLTA' DI CUI LA NATURA CI HA DOTATI.
E' COME SE UNO VOLESSE CAMMINARE CON UN SOLO PIEDE ....

L'educazione ha quindi la possibilità di risolvere il problema nel suo stesso attuarsi,cercandone la soluzione attraverso l'azione.
Dal momento che non si cammina solo con i propri piedi,bisogna anche facilitare l'andatura....
COSì COME QUANDO VOGLIAMO RAGGIUNGERE LA VETTA DI UN MONTE ,SE LA NOSTRA SOLA PREOCCUPAZIONE FOSSE QUELLA DI POSARE ATTENTAMENTE UN PIEDE AVANTI ALL'ALTRO,
LA STANCHEZZA PRENDEREBBE IL SOPRAVVENTO E NON RAGGIUNGEREMMO IL NOSTRO SCOPO.
MA SE CAMMINIAMO IN GRUPPO E SALENDO GODIAMO DEL PANORAMA MERAVIGLIOSO CHE A MANO A MANO SCOPRIAMO ,RAGGIUNGIAMO SENZA FATICA LA CIMA ED ABBIAMO OTTENUTO
GIOIA E SALUTE.

DATE AL BAMBINO LA COSCIENZA DELLA PROPRIA DIGNITA' ,SI SENTIRA' LIBERO E LO SFORZO NON GLI PESERA' PIU'.
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29 dicembre, 2011

La Costruzione del Carattere

La Costruzione del Carattere
Attraverso un lungo e graduale esercizio individuale che va dai 3 ai 6 anni si assiste alla costruzione del carattere.

Queste abilità possono essere acquistate solo con l'esercizio ,mai in seguito ad un ordine.

Che cosa si può fare allora?

Non possiamo ordinare loro di concentrarsi se quello che manca ,appunto,è la concentrazione;sarebbe come dire "cammina diritto" a chi non avesse gambe.

La Società in genere crede che con il tempo e la pazienza di poter realizzare qualcosa;invece non si realizza nulla,con il passare del tempo si diventa più vecchi,ma non si crea nulla.


Nulla può essere compiuto solo con il tempo e la pazienza,se non si è approfittato delle occasioni che si presentano durante il periodo creativo.
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Sviluppo

Sviluppo
Lo SVILUPPO non si può insegnare.
Tutti possono comandare e reprimere una persona debole e sottomessa,ma nessuno può "sviluppare"un'altra persona.


Se la libertà è intesa nel lasciare i bambini muoversi come vogliono,usando,o comunque,usando male gli oggetti che li circondano,è evidente che vengono ad essere "lasciate libere di sviluppo le deviazioni" e si aggravano le condizioni anormali dei bambini.
La normalizzazione viene dalla "concentrazione" in un lavoro.


Bisogna a questo fine che vi siano nell'ambiente motivi adatti a provocare questa attenzione;che gli oggetti vengano usati secondo lo scopo per cui furono costruiti,ciò porta ad un vero e proprio "ordine mentale";e ancora,che siano "usati esattamente" ,e ciò che porta alla "coordinazione dei movimenti".

L'ordine mentale e la coordinazione dei movimenti,guidati secondo un criterio scientifico,preparano la concentrazione,la quale ,una volta avvenuta,"libera le azioni del bambino" e lo porta alla guarigione dei suoi difetti.

Diciamo "concentrazione" e non soltanto occupazione;perchè se i bambini passano indifferentemente da cosa a cosa,anche se usata bene,non per questo spariscono i difetti.

Bisogna che si manifesti ,rispetto a una occupazione,un interesse che impegni la personalità.

La guarigione è l'ingresso a una nuova forma di vita; l'applicazione al lavoro,ma ad un lavoro interessante,scelto liberamente,che abbia la capacità di concentrare,anzichè di stancare,di aumentare le energie e le capacità mentali a dare padronanza di sè stessi.

Importante: per aiutare un tale sviluppo non bastano "oggetti" di qualsiasi tipo,ma occorre organizzare un ambiente di "interessi progressivi".Ciò non soltanto fortifica il carattere,ma l'intelligenza sembra diventare insaziabile nella ricerca di conoscenze.
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27 dicembre, 2011

Linea della Normalità

Linea della Normalità
L'individuo umano è un'unità.Quest'unità deve essere costruita e fissata attraverso esperienze attive sull'ambiente,stimolate dalla natura.
Gli sviluppi embrionali che si sono compiuti da 0 a 3 anni,devono ora agire tutti insieme e organizzarsi al servizio della personalità.
Ciò avviene quando nel periodo successivo,da 3 a 6 anni ,la mano lavora e la mente è guida nel lavoro.Se le circostanze esterne non permettono questa integrazione,le energie continuano a spingere quelle formazioni parziali che vengono a svolgersi in modo disorganizzato,deviando dal loro fine.
La mano si muove senza scopo,la mente divaga lontana dalla realtà,il linguaggio cerca compiacenze in se stesso,il corpo si muove senza ordine.
E queste energie separate che mai trovano soddisfacimento,danno luogo a innumerevoli combinazioni di sviluppi errati,deviati,origini di conflitti e turbamenti.
Tali deviazioni non sono da attribuirsi a difetti della personalità,ma devono essere interpretate come conseguenza di una mancata organizzazione della personalità.
Sono apparenze effimere;tuttavia incorreggibili in se stesse perchè si possono correggere solo quando tutte le attività concorrono al loro fine.
Ma quando l'ambiente richiama con le sue attrattive o offre motivi per un'attività costruttiva,allora ecco che tutte le energie si concentrano e le deviazioni scompaiono. Appare allora un tipo unico di bambino ,"un nuovo bambino",la "personalità" cioè,del bambino,che è riuscita a costruirsi normalmente.
Quando i bambini possono concentrarsi ,è evidente la perdita di tanti difetti superficiali che non è opera di un adulto ,ma del bambino stesso,ed allora la normalità è raggiunta.
Questa è l'esperienza più importante del nostro lavoro.
Il lavoro esercitato dalla mano sugli oggetti,accompagnato da concentrazione mentale porta al processo di "normalizzazione".
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30 novembre, 2011

Prefazione Montessori

Prefazione Montessori
Uno dei più noti principi del metodo Montessori è la "preparazione dell'ambiente";in quel periodo della vita,molto prima che il bambino vada a  scuola ,la preparazione dell'ambiente offre la chiave per una "educazione alla nascita" e per una vera "coltivazione" dell'individuo umano sin dal suo primo entrare nella vita.
Si tratta di una tesi fondata su basi scientifiche ma convalidata anche dalle esperienze di chi ha aiutato il manifestarsi della natura infantile in tutto il mondo e può far testimonianza della grandezza mentale e spirituale di queste manifestazioni,in singolare contrasto con la visione offerta dall'umanità,la quale abbandonata durante il periodo formativo,diviene la più grave minaccia al suo stesso sopravvivere.

Maria Montessori,La mente del bambino
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