30 settembre, 2012

Nuovo sito per poter anche acquistare le schede immaginii

E' attivo il nuovo sito dove è possibile anche acquistare le schede immagini su carta.
www.lavalledeire.it

a breve,il collegamento diretto da questo sito.

Intanto,io sono contentissima del lavoro fatto e ringrazio infinitamente mia figlia Jessica,senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile,è lei la "tecnica" del sito,delle immagini......grazie!

Spero possa essere d'aiuto e che possiate divertirvi come succede a noi............
Antonella.
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29 settembre, 2012

Priorità 1:Linguaggio 2:Cosa fare

A volte penso che tutto quello che scrivo e  ho fatto non l'ho trovato nei libri,sicuramente l'ho trovato in me. Doman con i suoi collegamenti a Montessori mi ha aperto un mondo,partendo dalla priorità per la crescita "sana" che era la mia priorità:il linguaggio;quando a 3 anni passati tuo figlio ancora non è verbale.....
ma poi credo che l'alchimia di fare svariate attività,di diversificare,abbia fatto la differenza nel percorso. Non scegliere cosa fare,cosa non fare,ma fare tutto!perchè l'opportunità è anche nella misura delle nostre proposte;il cervello,che è alla base di tutto,nel passare da un'attività ad un'altra si orienta e va avanti! Questo fa la differenza.
Per me è stato naturale programmare le attività,giorno per giorno,anticipare le proposte sorprendendolo ,come un vero lavoro attraverso il gioco;perchè per  i bambini e forse anche per gli adulti il gioco è la cosa più seria che c'è. E funziona quello che piace!Questo è un fatto.
E' nella nostra abilità il saperli "accompagnare" nella conoscenza,nell'esperienza ,per far sì che ognuno possa riconoscere le proprie attitudini e manifestare i propri interessi,cioè "venir fuori".
Parlando con tanti genitori mi accorgo che questa abilità di "leggere tra le righe",tradurre in attività da fare non è così naturale,per questo oggi mi sembrava giusto rendere questa cosa.
Certe cose non si cercano,forse ti appartengono.
Compreso questo possiamo costudirlo come una fortezza o trasformarlo in qualcosa per tutti,io scelgo la seconda e per chi ritiene di avere bisogno di un supporto nel stabilire cosa fare ogni giorno,oltre alle terapie che eventualmente si stanno già facendo,rispondo personalmente attrarverso la mail anagrammadoman@yahoo.it o i contatti diretti attraverso il blog www.esperienzadomanblogspot.com
Perchè la fiducia verso i nostri figli e gli strumenti vanno di pari passo,quando ci sono difficoltà, e lì non basta l'attesa,c'è bisogno di "una mano"e io sono qui per questo.
Antonella.
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28 settembre, 2012

Priorità:LINGUAGGIO

Priorità:LINGUAGGIO
Già il filosofo Daniel C. Dennett aveva detto che imparare una lingua è la necessaria condizione primaria per arrivare a una coscienza di sè. Anche se i bambini autistici in età pre-linguistica possono essere attenti osservatori,anche se si aggrappano a qualunque cosa riescano a raggiungere,e anche se urlano quando si fanno male ,non sono davvero "coscienti".
Non hanno le basi per trasformare i dati sensoriali in esperienza.
Con il progredire delle facoltà di linguaggio migliorano anche altre facoltà:la mente diventa capace di analizzare,eleborare,sperimentare,ricordare e ,in generale, di appropriarsi di eventi che prima coinvolgevano solo il sistema nervoso.
Ma finchè quel momento non arriva,questi effetti rimangono puramente istantanei.
Segnali e risposte motorie rimbalzano altrove senza lasciare tracce nella memoria.......

tratto da ,La scuola degli Idioti,Kamran Nazeer,Rizzoli

Io condivido in pieno questo pensiero,che è la mia esperienza pura,con il linguaggio tutto è cambiato e la meraviglia non si ferma,cresce,come cresce il bambino,niente è per caso,non mi stancherò mai di dire che la priorità è il linguaggio.
Antonella
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01 settembre, 2012

Il Messaggio

Il messaggio di Doman e Montessori è un messaggio d'amore,innanzitutto,poi viene il resto. Senza amore non si va da nessuna parte......è stare dove sei con tuo figlio ,mollare tutto,e portare lì il mondo,tuffarti nei suoi occhi,lasciandolo libero,stando accanto a lui,nelle cose,lasciandogli libere le mani,condividendo l'attesa. Questa è già magia in sè.
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27 agosto, 2012

Libro e attività


 
Fiabe senza tempo ,meravigliose,come "Il principe Felice",Il gigante egoista" di Oscar Wilde,lasciano traccia ,sempre ,in chi le  legge e in chi le ascolta. Perchè la fiaba è più aderente al vero di quanto pensiamo,nella fiaba c'è tutto,il bello,il brutto,come nella vita. E anche questi sono fatti,quindi esperienze che creano tasselli nella mente,e un tassello richiama un altro e un altro ancora.....
E' automatico pensare alla lettura e anche ad attività didattiche ad essa legate,come le "carte" delle principali fiabe ,Ed.Fatatrac,davvero stimolanti per i nostri bambini...

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21 agosto, 2012

Ironia - Humor

Consigliatissimo.....è fantastico per i bambini e bambini più grandicelli....
ridere,ridere,ridere,è una delle risorse più potenti,unite alla volontà di fare quello che si sta facendo.
Sono certa che sarà un successo,un ponte per uno stimolo alla comunicazione,o alla lettura,sicuramente opportunità grande è!
Un assaggio:
"Dottore,Dottore! Mia figlia ha bevuto un litro di benzina!Che cosa può fare?"
"Se va piano,anche una ventina di chilometri!".


"Pierino!Hai un dito nel naso!"
"Lo so ,maestra:è il mio!"


Barzellette per ragazze e ragazzi,Edizioni del Baldo
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Scommettiamo che...


Pag.173 Pinocchio-Storia di un burattino-Collodi,illustrato da Roberto Innocenti
Ed.La Margherita

L'unico rischio di libri così è quello di avere successo! è quello di dover cedere
alla mano di vostro figlio che lo cercherà ancora ,perchè le immagini evocano,tutto parte da lì...

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04 agosto, 2012

Nuove Schede Immagini

sono appena state pubblicate le Schede Automobili.........................
Buon lavoro,Antonella
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25 luglio, 2012

Simboli

Oggi in colonna ,nel traffico,un'auto così davanti e pensavo a quanto affascina da sempre i bambini
l'auto della "polizia". Pensavo che c'è un perchè,il perchè del "simbolo",dell'identificarsi.
Chi di noi non ha mai sentito un richiamo per questo,come per le "divise",è la necessità di identificarsi per appartenere. Perchè se appartengo dunque sono.
Antonella.
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21 luglio, 2012

Soggettività


La vita è un palcoscenico.
Possiamo solo interpretare gli eventi,e con il nostro comportarmento scegliere di essere attori o comparse.
Il gioco ,deve essere come un palcoscenico ,dove gli attori si calano nelle loro parti e riescono ad attingere dal sè solo calandosi,sempre più in profondità.E' questo il lavoro del gioco,la nostra abilità deve essere quella di  "condottieri del cuore" pronti ad accompagnare il bambino nel viaggio della fantasia,per identificarlo attraverso il nostro sguardo e l'accompagnamento della nostra voce,del nostro corpo, nel Soggetto,perchè non puoi calarti in nessuna parte se prima non sei Soggetto; e  poi passare alla fase successiva che è identificazione dell'Altro,cioè noi. Da qui nasce l'esigenza del linguaggio,che è un'esigenza sociale,altrimenti senza questa identificazione del Soggetto il bambino spesso parla ,ma per il puro piacere del godimento personale,quindi con ecolalie,spezzati di pubblicità.....non ha nessuna esigenza di un contesto sociale,perchè appunto non ci può essere l'Altro se prima non c'è il Sè Soggetto. Il Soggetto,la nostra Mente,ha bisogno di identificarsi in Simbologie,ecco il segreto delle Immagini,che sono fatti,e evocano nella Mente un ricordo,creano una esperienza e permettono di stabilire quel contatto essenziale con il mondo esterno,di venir fuori,di trovare la chiave........
Questo fa parte della natura primordiale dell'uomo,pensiamo agli Egizi,alla loro scrittura fatta di simboli ,ai primitivi,con i loro graffiti nella caverne,alla nascita della comunicazione,perchè non ci può essere linguaggio senza comunicazione.
E allora qualcosa inizierà a divenire,quel qualcosa che prima non c'era,ma che ora prende forma e cresce,inarrestabile,perchè ricordiamoci che il Cervello dove risiede la Mente è l'unico oggetto che più cose contiene e più può contenerne.................................
Antonella.
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09 luglio, 2012

Libro Immagini


Sono passati 4 anni da quando ho fatto questo libro di immagini,e correggere l'età di mio figlio da 4 a 8 anni è stata un'emozione fortissima,è stato come riavvolgere il tempo,all'indietro,in un attimo,e spero che questa emozione possa arrivare anche a voi.
Le immagini sono uno strumento potentissimo,perchè LA MENTE FUNZIONA PER IMMAGINI.
Buon lavoro,
Antonella.
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01 luglio, 2012

I bambini odiano essere interrogati - esperienza

Il linguaggio del bambino autistico in genere rimane qualcosa di chiuso,"si intende da solo",l'Altro a livello simbolico rimane escluso dal suo mondo.
La sua parola non gli serve a dire,ma a godere.
Non c'è distinzione tra il soggetto e l'Altro,non c'è dialettica,ma ripetizione,c'è ecolalia.
Occuparsi di un bambino significa normalmente pensare a quello che secondo noi potrebbe essergli utile,a quello che desideriamo per lui. Ma in questo modo,inevitabilmente,situiamo il bambino in una posizione d'oggetto,sappiamo per lui,ci sostituiamo a lui.
Per questo nel caso del bambino autistico,più ce ne occupiamo,cioè più cerchiamo di spingerci in una qualunque direzione,più egli manifesta la tendenza a chiudersi.
C'è questo esempio,secondo me,illuminante:
Peter,un bambino autistico di 5 anni che non parlava,testimonianza dell'autore.
Invitato a partecipare al gruppo di bambini ,si nascondeva sotto il tavolo.E quando la psicologa si felicitava con gli altri bambini perchè anche Peter ,per la prima volta,partecipava,egli rispondeva seccamente:"no".
Tutti pensavano che fosse finalmente uscito dal suo mutismo,ma invece per un altro anno non disse più niente,nonostante tutte le terapie tentate con lui.
Una mattina un'infermiera coreana molto gentile ,che faceva la notte nel reparto,li informò che Peter con lei parlava per chiederle dell'acqua o dei biscotti.Tutti furono molto sorpresi e anche un pò offesi del successo terapeutico e ,alla domanda cosa mai dicesse ai bambini,appresero che lei non parlava più di tanto con loro:li accompagnava a letto,augurava la buona notte,e parlando a voce bassa,suggeriva loro che era il momento di dormire. Peter aveva cominciato così a fare le sue richieste.
Il caso emblematico dimostra come l'infermiera,che non voleva niente di particolare ma era molto dolce con i bambini,avesse ottenuto che Peter parlasse.
Ha ottenuto quello che tuttti desideravamo:non esercitava alcuna pressione su di lui,si dimostrava distrattamente attenta,non domandava niente e rispondeva solo a quello che Peter chiedeva!

La cura del bambino autistico,Martin Egge,Casa Editrice Astrolabio
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30 giugno, 2012

Addestramento

Dove sono andate a finire tutte le ricerche psicoanalitiche e psicodinamiche tese ad isolare un certo gruppo di bambini che possono trarre notevoli miglioramenti da un certo trattamento o ,nel caso di bambini più piccoli o più gravi, da un lavoro preliminare che li sostenga e li conduca verso una maggiore apertura al mondo?
Il lavoro sottile,gli sforzi per comprendere e sostenere questi bambini in difficoltà,apparentemente chiusi in se stessi,sembra fuori moda.
La risposta moderna è pratica: si chiama addestramento.
Alcuni bambini si piegano di fronte a colui che si impone ,fanno meccanicamente cioè che l'altro esige finchè è presente. Ma non lo introiettano,non fanno proprio ciò che gli viene chiesto.
Altri invece, " i più duri",non si piegano. Fanno di tutto per farci capire con le loro reazioni aggressive o autoaggressive,spesso senza alcuna preoccupazione per l'incolumità fisica propria e altrui,che piuttosto di piegarsi vanno fino allo stremo.

La cura del bambino autistico,Egge,Casa Editrice Astrolabio
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29 giugno, 2012

Soggettivazione


Negli ultimi anni lo sviluppo di una clinica non più radicata nella ricerca scientifica come scienza esatta,bensì basata sul consenso,ha fatto rientrae gli autistici nel campo dell'handicap e non più in quello delle malattie mentali.

I bambini avrebbero perciò bisogno di un'educazione specifica di tipo comportamentale,che in molti casi si traduce in un addestramento con l'obiettivo di farli evolvere,vale a dire sono diventati oggetti da trattare.

Non sono considerati bambini sofferenti a livello psichico,soggetti cioè a quali rivolgere un aiuto che vada nel senso di una soggettivazione.

Il bambino psicotico o autistico è assimilato al disabile o al portatore di un deficit intellettivo e nella terapia viene sottolineata la mancanza o il difetto da eliminare,il tutto a scapito della soggettività del bambino stesso.



La cura del bambino autistico,Martin Egge, Casa Editrice Astrolabio



E' inevitabile per me il richiamo di Doman,Montessori;di un altro mondo:il mondo delle opportunità,che è ricchezza,che è il contrario di mancanza.

Perchè condivido in pieno che per fare di più c'è bisogno di dare di più!
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