08 settembre, 2016

Concentrazione ed attenzione

Concentrazione ed attenzione
Concentrazione ed attenzione

Solo di questo dovremmo preoccuparci.
Di catturare la loro attenzione.
Ma non la semplice attenzione che nasce dallo sguardo, no, dobbiamo fare in modo di coinvolgere almeno i due canali, il canale visivo e quello uditivo, catalizzare la sua attenzione verso il centro, cioè il nostro obiettivo prefissato: il linguaggio.
Il centro dell’obiettivo  è l’IMMAGINE, non la parola scritta.
La COMUNICAZIONE nasce dall’immagine, fin dai tempi più antichi, ed il linguaggio scritto è la codificazione per tradurre le immagini della mente.
La nostra mente vede per immagini.
La parola , invece, è astratta.
La mente di chi ha necessità di stimoli al linguaggio è ancora più visiva della nostra.
La loro mente vede ancora di più per immagini.
Dalle immagini offerte , viste e riviste, memorizzate attraverso il lavoro quotidiano , catalogate negli archivi della mente, deriva la parola.
Se dobbiamo lavorare alla stimolazione del linguaggio, dobbiamo partire dall’immagine.
Ma per stimolare, che è lavorare ad un divenire, ad un cambiamento, non basta la semplice attenzione, non possiamo accontentarci di un normale interesse, dobbiamo letteralmente “catalizzare” lo sguardo del bambino e l’udito del bambino, e la sua figura stessa deve essere ferma, assorta e protesa unicamente verso la fonte, che è lo stimolo.
Solo così è lavoro, solo così diviene stimolo che produce, perché i suoi sensi sono totalmente impegnati in quello che sta facendo, e non vi è spazio alcuno di dispersione, tutte le sue POTENZIALITA’ sono protese allo stimolo ed il bambino riceve quindi attraverso l’apertura dei canali dei sensi lo stimolo ed inevitabilmente lo interiorizza.
Associare l’impiego dei due emisferi cerebrali ,attraverso l’impiego della vista e dell’udito, comporta la concentrazione mirata di tutte le energie e , pertanto, esclude la necessità di dare sfogo a comportamenti spesso presenti in chi ha deficit dell’attenzione (vedi stereotipie) dovuti appunto ad una ricerca di compensazione di energie latenti, che non trovano canali di espressione, se non quelli del movimento.
Il linguaggio , che ricordiamoci, è un canale del movimento, sostituirà fino ad assorbirle queste manifestazioni corporali, di tipo esplosivo e senza scopo, mosse certamente da una necessità anche di ricerca d’impiego del sé, non solo istintiva,fisica.
Il linguaggio farà il resto e formerà l’uomo che è nel bambino.
E’ di aiuto in questo concetto fondamentale della stimolazione, che è alla base di ogni lavoro che facciamo con / per il bambino, l’esempio di chi per prender sonno “conta le pecore”.
Cosa succede nella mente di chi “conta le pecore?”
Innanzitutto , nella mia mente devo essermi posizionata all’immagine delle pecore e successivamente inizio ad associarle al contare, così facendo, succede che la mia mente è totalmente impegnata, sia l’emisfero destro del cervello che il sinistro, ed in questo fare le mie energie sono interamente indirizzate a questo obiettivo , che consegue in un interagire di informazioni in entrata ed uscita, uno scambio che funziona. Diversamente, sarebbe come se volessimo far entrare aria senza aprire le finestre.
Ci dobbiamo preoccupare di questo, solamente di questo, di come ed in che misura offriamo a chi ne necessita gli stimoli, il resto avviene, forse non come vorremmo noi , ma da qualche parte all’interno della mente del bambino ha luogo, e quando una cosa avviene , poi, non ce ne ricordiamo più, la lasciamo andare, perché ha vita propria, come le stelle, che ci indirizzano al centro della vita e delle cose, ma che senza quel nucleo da cui sono generate non sarebbero luce, non sarebbero guida.
Antonella


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28 aprile, 2013

Cercare


Credo che il vero traguardo sia nel cercare,perchè senza questo bisogno non c'è traguardo.
E il tempo impiegato a cercare e sperimentare sazia già i bisogni stessi.
Per me è un cercare all'indietro,è un proiettare attraverso l'intuito quello che già ci appartiene.
Antonella
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11 gennaio, 2012

Conoscere interessarsi alle cose

Conoscere interessarsi alle cose
CONOSCERE OSSERVARE LE COSE


Sviluppare l'interesse per le cose.


I bambini ad esempio colgono i fiori per impossessarsene e li

distruggono;la mania del possesso materiale e della distruzione


vanno sempre insieme.

Ma se invece il bambino conosce le diversi parti del fiore,il tipo



delle

foglie,non nasce in lui il desiderio di cogliere e strappare ma di

osservare.

Egli prova per la pianta un interesse intellettuale a se ne



impadronisce intellettualmente.



Come per gli animali,egli potrà uccidere un insetto per


impossessarsene;ma

se il suo interesse è destato dalla vita e dall'insetto,il suo

comportamento sarà di osservare,non di impadronirsene.

E questo possesso intellettuale si manifesta con un'attrazione tanto


 forte

che potremmo chiamarla amore:essa porta il bambino a prendere cura


delle

cose e a trattarle con estrema delicatezza.

Questa passione ,dettata da un interesse intellettuale ,spinge il


bambino

a progredire nello studio della vita;invece di possedere vi è

un'aspirazione a conoscere,amare e servire.

Quando un bambino si appassiona ad un oggetto e lo ama ,egli diventa

allora pieno di zelo per la conservazione di tutti gli oggetti.

I bambini che strappavano le piante del giardino,sorvegliano ora la


loro

crescita,contano le foglie,le misurano;non si parla più della


“mia”pianta,ma “della pianta”.Questa sublimazione e questo amore


sono

dovuti alla coscienza acquisita della mente.

Non si potrà mai evitare la distruzione tenendo delle prediche;in


questo

modo il bambino potrà desistere per qualche minuto ,ma poi tornerà


al

punto di prima.


Solo il lavoro e la concentrazione,che danno prima conoscenza e poi

amore,potranno portarlo ad una trasformazione che è la rivelazione

dell'uomo spirituale.

Il costruttore della nostra spiritualità è il bambino;egli ha


rivelato che

la natura ha un piano per il nostro comportamento e per il nostro

carattere:un piano ben delineato in tutti i particolari di

età,lavoro,bisogno di libertà e intensa attività,secondo le leggi

della

vita. Ciò che conta non è la fisica,o la botanica,o il lavoro


materiale,ma la volontà e gli elementi dello spirito che,attraverso


l'esercizio,vanno



costruendosi:il bambino è il costruttore spirituale di noi adulti e



gli ostacoli che noi porremo al suo libero sviluppo diverranno le


pietre di muri della prigione dell'anima dell'uomo.


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